Friday, August 23, 2013

“Write hard and clear about what hurts.”
[E.Hemingway]

Scrivi forte e chiaro quel che ti angustia.
Se non sarà voce sarà parolascritta a tenerti qui almeno ancora un poco, evitandoti la sparizione su due piedi.
I pochi giorni di vacanza sono serviti a togliere il tappo e ora, finalmente, piangi.
Sdraiata sul tappetorosso, in piedi davanti a uno specchio, al risveglio in un furgoncino scaldato dal sole.
Chiusa in angolo comprendi che è tutto da rifare, a partire da rapporti che credevi assodati, se non altro per la loro lunga permanenza in quello strano recinto che è la tua vita affettiva.
Da quelli capisci bene che la tua scomparsa è cominciata molto tempo fa quando, chiusa in casa a controllare ed essere controllata, rinunciavi a serate o cene o chiacchiere.
Ora che ricompari la gente, abitudinaria per natura, non se ne accorge, non coglie la differenza nonostante tu t'impegni a manifestarti abbastanza spesso, quasi come una madonna fuori tempo e fuori luogo.
Ti dicono che devi imparare a chiedere e sarà che hai uno strano senso dell'umorismo ma se devi parlare da sola preferisci farlo con te stessa, senza disturbare altri che chiaramente non sono lì ad ascoltare.
E' come se andasse tutto bene ma siccome così non è tu t'infrangi davanti a questo assunto privo di sostanza e sollievo e scompari, giorno dopo giorno.

Ehi gente, scompaio, svanisco, mi smaterializzo!
Sarete qui almeno per l'Applauso Finale?

La follia è tangibile e quotidiana, non è materia da libri o cliniche.
La follia è perdere tutti i contatti, spegnere il cellulare, non rispondere a mail tardive o sms scipiti, mangiare la notte e piangere spesso durante il giorno, salutare foto sbiadite e non più attuali da un pezzo.
La follia è accettare di colpo che tutto questo vada bene, che sia cosa buona e giusta vaporizzarsi e non sentire più il bisogno di una voce se non quella delle canzoni che mi sparo in cuffia a tutto volume mentre giocolo.
Questo è diventato il Mio Regno, qui vigono soltanto le mie regole di orari, cibo ed emozioni, l'unico odore che riconosco è quello del solo animale che vi passeggia ovvero io.
La mia rabbia di bambina non accolta mi trasforma in una statua di pietra immota e senza entrate, sono liscia superficie e nulla mi tocca dentro e ditemi voi se questa non è follia.

Vorrei vedere Lena, vorrei migliorare il mio Windmill.
Tutto il resto son stronzate.

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