Saturday, September 07, 2013

[Farewell to Arms]

Tutto quel che avrei dovuto sapere per esperienza l'ho scordato.
Tutto quel che mi avrebbe dovuto avvantaggiare non esisteva.
Tutto quel che pensavo mi avrebbe salvato mi ha invece tenuta bloccata.
E così ho improvvisato.

Guidavo io.
Per scelta di vita, per abitudine da essa derivata, perché tu eri troppo inesperto per guidare.
Perché non ho mai saputo e potuto fare altrimenti.
Con la mia guida nervosa e irrequieta, mai diretta ad una mèta precisa, abbiamo fatto chilometri di notti ammalianti, di mattine di colazioni al sole, di sudore su e giù dai trampoli. Di lacrime.
E di queste avevo spesso pieni gli occhi tanto che era diventato impossibile vedere realmente dove ci stavo conducendo e d'altronde tu, nel posto passeggero, piuttosto che protestare o proporre una direzione, hai sempre deciso di dormire o tacere guardando il paesaggio e i giorni sfrecciarci veloci affianco.
Ero stanca, stanchissima, eppure guidavo: con il piede premuto sempre più sull'accelleratore ho smesso di fare benzina, guardarmi attorno, prendermi una pausa, cercare una strada condivisa.
Ho chiuso gli occhi e d'istinto imboccato un'impervia strada sterrata, segnata in bianco sulla vaga cartina ritrovata nelle mie tasche vuote e sfondate.
Ho chiuso gli occhi e le lacrime sono scese sulle guance, lavandole.
Ed ecco, improvvisi eppure attesi, gli urti: i rami grossi che hanno disegnato crepe profonde sull'orizzonte del parabrezza, le buche spietate che hanno distrutto le convergenze, i sassi appuntiti che hanno straziato le gomme.
All'interno dell'abitacolo io e te che sobbalziamo violentemente, riuniti un'ultima volta in un inferno di frame confusi e veloci, tutta la strada fatta fin qui riproiettata a velocità tripla, tutto il dolore di un viaggio assurdo eppure coraggioso che erompe impetuoso come il caffè dalla caffettiera.
Prima dell'urto ci siamo buttati in corsa, senza nemmeno prendere il respiro, alla cieca: io di qua e tu di là.
BANG!
Il fuoco della distruzione ha divampato per mesi, fino a poco fa.
Oggi di sicuro so che siamo sopravvissuti entrambi, senza riportare ferite davvero degne di nota ed è incredibile se penso alla velocità e ai miei occhi chiusi per molta parte del tragitto.
Ma ora siamo in salvo, io di qua e tu di là.

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