Thursday, October 17, 2013

[Shut the fuck up!]

Pile di vestiti, tavolo da vuotare e pulire.
Bagno discutibile se non come ecosistema ideale per l'allevamento di nuove forme di vita.
Ma io al sole della nuova stanza che mi sono conquistata a forza di buttare fuori da qui roba.
Prego, penso, mangio.

Sono otturata di parole, come da un brutto raffreddore, tanto che le sensazioni arrivano poco e male.
Tutti si complimentano per il costume che ho scelto per la prima uscita senza di te e solo io non riesco a godere della mia riconquistata libertà.
Il Giogo non c'è ma io me l'invento immaginandone ancora il peso sul mio collo e facendo di un ragazzetto spaesato un avversario temibile e formidabile.
Qui di formidabile ci sono soltanto i giri di ruota che la vita fa e la mia indubbia resistenza a riconoscere che sto andando tutto sommato bene, sicuramente meglio di quanto non fosse l'anno scorso nello stesso periodo.
Eppure ho paura.

Ho brindato a me in due occasioni, a luglio e a settembre.
Mi sono sposata con me stessa promettendomi cura e amore nella buona e nella cattiva sorte.
Il whisky ha suggellato il patto e raschiato la mia gola, facendomi lacrimare gli occhi.
O forse era l'emozione, non ricordo già più.

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