Thursday, October 31, 2013

"They tell you to be yourself then they judge you"
[Un Pulcino Paraculo]

Mi riconosco placata nonostante i saliscendi.
Non mando giù che a te sia toccata una mano piena di carte favolose ma quando mi agito cerco di pensarmi malata, come fossi diabetica o solo una persona per la quale non valgono le stesse regole che valgono per le altre.
Ammetto che aiuta, così come credo aiutasse la rabbia di Moglie che odiava pungersi il dito due volte al giorno per misurare la glicemia.
Inutile protestare, dibattersi non fa che prolungare questo Limbo, questi i mantra che mi recito in testa nel momento in cui mi verrebbe invece da battere i piedi a terra come protesta.
Karma, dove sei? Mi verrebbe da chiedere anche se dentro di me immagino che stia già agendo e che i suoi effetti saranno visibili esattamente quando a me non interesserà più una beata fava di ammirarli.
Anche questo è karma.

La scarpa destra del trampolo è ancora saldamente avvitata alla tavoletta ed eccomi dunque bloccata: la cosa più semplice è sentirsi debole per queste viti e dunque rimpiangere il solito manutentore che se ne occupava.
Per questo i miei trampoli da almeno due giorni stanno appoggiati al muro dello studio, uno con e uno senza scarpa, e a terra giacciono le nuove scarpe che devo provare per poi avvitarle al posto delle vecchie.
Ma ogni volta che devo fare da sola mi pianto.

I nuovi contact poi, rossi fiammanti, sono pesanti che la metà basterebbe.
I 5 tibetani mi affaticano come mai prima e sono convinta che non siano le 15 ripetizioni raggiunte, bensì la disistima che continuo a nutrire nei miei confronti e la volontà di rimanere in questa pozza malsana piuttosto che uscirne e ricominciare a respirare.
L'Oroscopo mi dice che sono libera ma non ancora, alla mia caviglia sta ancora una palla di ferro le cui chiavi però sono in mio possesso: sta a me affrancarmi del tutto.
Lena dice che ci vuole tempo, io dico che pensavo di fare prima, tutto intorno mi si dice che sto andando bene: a chi credere dunque?
Al peso fisico dei poi che roteo attorno alla testa, a volte con gli occhi semichiusi, in attesa di tirarmene uno in faccia, magari sul naso o sotto il mento, come mi è capitato giusto l'altro giorno.
Sono divisa in due istanze: una vuole consumarsi sul posto, l'altra ha voglia di viaggiare ancora.
Ho bisogno di vitamine ed energia, di un biglietto per destinazione da scegliere, di molto sole e di una mano che percorrendomi la schiena si stupisca, come sempre accade, dell'insospettabile inconsistenza delle mie ossa delicate.

Comments: Post a Comment

<< Home

This page is powered by Blogger. Isn't yours?