Thursday, November 21, 2013

[When was the last time you did something for the first time?]

Max è fruttariano.
Dice che le sue scorregge non puzzano ma in compenso il suo sudore sì, tremendamente.
Riempie la stanza con i muri dipinti e il soffitto altissimo dove di solito ballo sui trampoli. Non è vero e proprio sudore: è un odore penetrante ma non acido con, in effetti, un sottofondo di banana.
Stefania è piccola e tettuta, una pallina rotonda ma leggera.
Quando la sollevo sulle mie gambe, mentre sono stesa sulla schiena nella posizione del porteur, non sento fatica nell'alzarla e nel tenerla con i piedi nello spazio tra anche e inguine.
Marghe è snodata e senza paura, almeno per quanto riguarda il suo corpo.
Quando la sollevo faccio più fatica e sento un'instabilità che grazie al cielo controlla lei senza agitarsi quando si sente squilibrata o pencolante da un lato.
Intangibili energie diverse che cambiano un peso fisico e reale: quando ciò che non si vede influenza e cambia quel che si vede.

Sono timida, come tutte le volte che faccio qualcosa di nuovo.
La sala pullula di giocolieri e in ogni angolo è un saltare di clave, bastoni singoli e doppi, palline bianche mmx.
L'altra volta sono venuta in maschera: ho portato i trampoli, mia sicurezza e vestito, con la scusa di farli provare a Margherita.
Ma, come già mi era successo in precedenza venendo ad allenarmi qui quando ancora eravamo in 3, i giocolieri ci guardano male, si capisce benissimo che pensano che gli rubiamo spazio e che temono che gli cadiamo in faccia. Cosa che potrebbe benissimo accadere non tanto perché noi si barcolli quanto piuttosto per l'esorbitante numero di clave/palline/oggetti vari che cadono e ci finiscono in massa sotto i gommini.
Stavolta niente trampoli, solo me stessa nella versione senza abilità e così è ancora più dura.
Provo a scaldarmi ma non so che esercizi fare, almeno finché non mi viene in mente che quando tengo i miei laboratori so benissimo cosa far fare alle persone e come mostrarglielo.
Max gira Margherita sui suoi piedi facendola quasi roteare e lei si lascia fare tutto, piccola e pieghevole. Poco distanti una coppia maschio-femmina, dicono spagnoli, si allena in silenzio ascetico con sguardo vitreo del professionista che contrasta moltissimo con il clima di cazzoneria diffusa nonostante l'alto livello dei trick.
Lei sale in una verticale agevole sostenuta soltanto dalle braccia tese in alto di lui, in piedi.
Sono bellissimi e insopportabili.
Stefania e il suo fidanzato bretelle e pantaloni fantozziani fanno qualche sollevamento dandosi la colpa a vicenda: allarga i piedi, e tu avverti quando ti pieghi!, sì però tu usa le punte, e tu apri la spaccata se no non riesco a sostenerti, tieni le braccia tese, non hai addominali!
Io resto seduta  con finto sguardo da bambina imbambolata finché Max mi guarda e si da disponibile.

L'angelo non mi fa paura, mi fido.
I problemi vengono dopo, quando a testa in giù e a gambe aperte in spaccata, sostenuta sulle anche dai piedi di Max, devo compiere una torsione con il braccio teso in modo che lui, afferrandomi, riesca a farmi ruotare di 360 gradi.
Quando mi imbarazzo il mio corpo diventa pietra e la testa mi si chiude, proprio come quando facevo tessuti e perdevo completamente la cognizione delle varie parti del mio corpo.
Non capisco più destra e sinistra e quindi oscillo tra fare il movimento giusto ma dalla parte sbagliata e lo stare ferma tentando di pensare il più velocemente possibile a cosa devo fare.
Rispetto alla prima volta va tutto peggio: tre volte casco di lato, una volta davanti e un'altra finisco lunga distesa su Max come fossimo un panino.
Ah sì, do anche una culata in terra che però mi scatena risate incontrollate, mi sto rilassando ed essere sollevata e girata mi fa sentire come se mi stessero solleticando ovunque, ridacchio come un'adolescente senza riuscire a smettere.
La diagnosi è spietata: mi mancano dorsali, oltre agli addominali, e i 5 tibetani faranno anche bene al mio umore ma non mi potenziano come io avevo disperatamente creduto.
Ergo: domani torno a tessuti.

Tornando a casa parlo da sola mentre guido e mi incito.
E' solo novembre, non è troppo tardi per fare nulla: i corsi sono appena iniziati e la gente ne entra e ne esce, a seconda della sua disponibilità economica del momento.
Ho bisogno di corpo, di svegliarmi la mattina indolenzita e far fatica tutto il giorno a muovere i muscoli.
Cerco sensazioni esclusivamente fisiche e non pensieri che le ricreino.
Ho necessità di fidarmi di me stessa in primis.

Comments: Post a Comment

<< Home

This page is powered by Blogger. Isn't yours?