Sunday, February 16, 2014
[I never meant to hurt you, I never meant to lie
So this is goodbye]
Il trapezio morde e segna e io lo amo.
Più mi lascia lividi e più io desidero meritarlo e così metto energia che ripesco da recondite riserve, i muscoli si affilano e perdo di botto due chili, nelle mani cominciano a comparire i calli.
Nella nuova sequenza Gaby mette la candela che come sempre fatta da lei sembra una sciocchezza: dopo essersi sollevati e passati in squadra, ci si mette in verticale a testa in giù, tenendosi alla barra.
Andò la prova e sembra affaticatissimo ma solo quando ci provo io, con lui davanti che mi fa sicurezza, capisco appieno il perché: mantenersi completamente diritti è a metà tra la pura tenuta fisica dei muscoli e la ricerca di equilibrio. Quando la faccio la prima volta Andò mi accompagna e mi tiene, appena riprovo da sola mi ribalto, i piedi mi cascano verso terra e se non fossi lesta a lasciare la presa della sbarra mi slogherei le spalle perché in questa figura la presa è rovesciata.
Però c'è di buono che ancora mi tiro su da sola nel trapezio basso e così dopo un po' Gaby ci manda a quello alto a fare ballant, preparatori per tirarsi su da soli e senza i piedi appoggiati a terra.
Salgo 4 volte e ripeto 10 ballant, la pancia mi brucia per lo sforzo di tirare gli addominali e avvicinare le gambe al petto, lanciandole alte nell'aria mentre le spalle tirano la barra come per sollevarsi.
Mi piace moltissimo ogni volta che è il mio turno e metto le mani sulla barra, la avvolgo con le dita prendendomi il tempo e godendo della sua morbidezza.
Adoro la presa, la sensazione che mi da.
Pazzo come un cavallo.
Eppure presente come pochi, così ti percepisco. Intenso.
Andò cede sul mio divanonero dopo una notte sciocca che inaspettatamente si è fatta alba mentre io e te parliamo seduti a fianco sull'altro.
Alti, sottilissimi ma rannicchiati e piccoli.
Io parlo e tu mi senti, ecco il miracolo. Mi comprendi profondamente.
E quante le volte in cui ci siamo finiti le frasi a vicenda, ci siamo dati un cinque volante perché pensavamo la stessa cosa?
L'alba arriva ed è naturale dirsi ciao, tu con la tua voce strascicata e ironica, io con la mia tonalità più bassa per via delle sigarette, come è naturale la mattina dopo svegliarsi insieme senza imbarazzi, tutti e 3, uno più impastato dell'altro.
Sono una Donna di Picche molto seria e molto triste.
Ho un bell'abito e un bel trucco che trovo sprecati per questo canaio a cielo aperto, tutto cemento e reti arrugginite.
Sogno parate estive senza soldo e di pura pancia.
Discutiamo, una, due, tre volte nel giro di pochi giorni.
Ti ingastrisci perché non va come dici tu, perché non ti do sicurezze, perché ti sfuggo come una saponetta quando meno te lo aspetti.
Fai giochini che ti smonto e tu ti arrabbi, provi a incantonarmi ma evado come acqua dalle fessure, sono ambigua, lancio il sasso e nascondo la mano e tu dai di matto.
Eppure ti avevo avvisato ma forse non ascoltavi. O non mi credevi. O?
Mi piace il tuo piercing, di quello vado matta, mi piace la tua voce e come mi baci.
Ma io sono bestialmente yang e tu un altro fottutissimo yin e così non si va da nessuna parte, credimi.
Non arrabbiarti dunque, che il tempo concesso non sappiamo quant'è, e divertiamoci invece.
No?
So this is goodbye]
Il trapezio morde e segna e io lo amo.
Più mi lascia lividi e più io desidero meritarlo e così metto energia che ripesco da recondite riserve, i muscoli si affilano e perdo di botto due chili, nelle mani cominciano a comparire i calli.
Nella nuova sequenza Gaby mette la candela che come sempre fatta da lei sembra una sciocchezza: dopo essersi sollevati e passati in squadra, ci si mette in verticale a testa in giù, tenendosi alla barra.
Andò la prova e sembra affaticatissimo ma solo quando ci provo io, con lui davanti che mi fa sicurezza, capisco appieno il perché: mantenersi completamente diritti è a metà tra la pura tenuta fisica dei muscoli e la ricerca di equilibrio. Quando la faccio la prima volta Andò mi accompagna e mi tiene, appena riprovo da sola mi ribalto, i piedi mi cascano verso terra e se non fossi lesta a lasciare la presa della sbarra mi slogherei le spalle perché in questa figura la presa è rovesciata.
Però c'è di buono che ancora mi tiro su da sola nel trapezio basso e così dopo un po' Gaby ci manda a quello alto a fare ballant, preparatori per tirarsi su da soli e senza i piedi appoggiati a terra.
Salgo 4 volte e ripeto 10 ballant, la pancia mi brucia per lo sforzo di tirare gli addominali e avvicinare le gambe al petto, lanciandole alte nell'aria mentre le spalle tirano la barra come per sollevarsi.
Mi piace moltissimo ogni volta che è il mio turno e metto le mani sulla barra, la avvolgo con le dita prendendomi il tempo e godendo della sua morbidezza.
Adoro la presa, la sensazione che mi da.
Pazzo come un cavallo.
Eppure presente come pochi, così ti percepisco. Intenso.
Andò cede sul mio divanonero dopo una notte sciocca che inaspettatamente si è fatta alba mentre io e te parliamo seduti a fianco sull'altro.
Alti, sottilissimi ma rannicchiati e piccoli.
Io parlo e tu mi senti, ecco il miracolo. Mi comprendi profondamente.
E quante le volte in cui ci siamo finiti le frasi a vicenda, ci siamo dati un cinque volante perché pensavamo la stessa cosa?
L'alba arriva ed è naturale dirsi ciao, tu con la tua voce strascicata e ironica, io con la mia tonalità più bassa per via delle sigarette, come è naturale la mattina dopo svegliarsi insieme senza imbarazzi, tutti e 3, uno più impastato dell'altro.
Sono una Donna di Picche molto seria e molto triste.
Ho un bell'abito e un bel trucco che trovo sprecati per questo canaio a cielo aperto, tutto cemento e reti arrugginite.
Sogno parate estive senza soldo e di pura pancia.
Discutiamo, una, due, tre volte nel giro di pochi giorni.
Ti ingastrisci perché non va come dici tu, perché non ti do sicurezze, perché ti sfuggo come una saponetta quando meno te lo aspetti.
Fai giochini che ti smonto e tu ti arrabbi, provi a incantonarmi ma evado come acqua dalle fessure, sono ambigua, lancio il sasso e nascondo la mano e tu dai di matto.
Eppure ti avevo avvisato ma forse non ascoltavi. O non mi credevi. O?
Mi piace il tuo piercing, di quello vado matta, mi piace la tua voce e come mi baci.
Ma io sono bestialmente yang e tu un altro fottutissimo yin e così non si va da nessuna parte, credimi.
Non arrabbiarti dunque, che il tempo concesso non sappiamo quant'è, e divertiamoci invece.
No?

