Sunday, March 23, 2014

"Nobody can save you but 
yourself
and you’re worth saving.
it’s a war not easily won
but if anything is worth winning then
this is it."
[C.Bukowski]

Se prendessi una storia e la suddividessi in tanti atti a sè stanti per poi raccontarla  mischiandone l'ordine, invertendolo o posponendolo, mi chiedo: la storia avrebbe senso ugualmente?

2:50
La sveglia suona ma ho già gli occhi aperti da un minuto buono: sono andata a letto prestissimo e ho governato bene l'ansia del pre-inaugurazione.
Inoltre ho dormito praticamente tutto ieri, stesa sul divanonero senza nessuna forza.
Già in tangenziale trovo nebbia e così anche in autostrada, mentre corro all'appuntamento con Mally il clown che caricherà me e poi Ceci a Parma, per andare ad Asti e arrivarci per le 7:30
Ogni volta giuro a me stessa che dormirò e poi invece mi perdo in chiacchiere con il guidatore.
Il risultato è che quando arriva l'apertura, alle 9 in punto, io sono già uno straccio.

Ah, rieccoti dunque!
Eccoti di nuovo qui, donna dagli occhi pesti di lacrime e rimmel che singhiozza a finestrini alti mentre guida verso casa sua a velocità sostenuta, per arrivarci il prima possibile.
Urla, urla pure a squarciagola senza preoccuparti di incrociare qualcuno a quest'ora dell'alba, anzi: prega di non incrociare i caramba che non è mica il caso.
Che poi, questa roba l'hai già vista non tanti anni fa, questo buio così buio e appiccicoso che tanto bene risveglia certi tuoi mostri che di solito tieni chiusi nelle Segrete...poche persone riescono a liberarli ed ecco, ne hai incontrata un'altra.
Piangi, urla, ripulisci, recupera.
Ricorda.

Prato, sera che scende, piedi scalzi e trampoli vicini.
Una boccia di merlot e 2 samosa presi al volo da un take-away che sembrava avere solo dolci.
Calore al petto, posso dire quello che voglio, mi scopro, mi svelo ed è bellissimo farlo.
Nemmeno ricordavo la sensazione.
Punge e solletica come la salsa piccante che c'è in questa frittella unta, come i tuoi baffi quando ci baciamo.

Fra trasferte e cazzate niente trapezio questa settimana e davvero mi manca la sensazione delle mani gonfie e delle dita stanche.
Così ho ricominciato a usare la sbarra che sta in mezzo agli stipiti della camera da letto: ogni volta che passo mi sollevo 2 o 3 volte oppure mi appendo e cerco di fare dei dorsali o ancora mi esercito ad appendermi con una sola mano, ondeggiare e riappendermi di nuovo con entrambe.
Alleno i calli ma questa sbarra è morbidissima in confronto al trapezio che fa sentire chiara la sua anima di ferro alla mano nonostante il grip che lo avvolge.
E mancano le corde che segano, e la possibilità di lasciarmi andare a testa ingiù e capovolgere tutto quanto senza più capirci un cazzo di destra e sinistra, dovesono & cosafaccio, mah?

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