Sunday, March 16, 2014

[swoon]

Bimba con i capelli corti, spesso scambiata per un maschio, disegnavo donne con lunghissime capigliature.
La psicologa infantile disse "Signora, la bambina sembra desiderare i capelli lunghi, perché non glieli lascia crescere?"
Mia madre sosteneva che non mi crescevano e così me li tagliava spesso e cortissimi per rafforzarli .
La vera verità è che mi crescevano eccome ma lei ha sempre sostenuto che "noi stiamo meglio con i capelli corti".

Finalmente Gaby è tornata e io sono ansiosa di mostrarle le cose nuove che ho imparato, i lividi sui piedi per essermi appesa a testa in giù alle corde senza ghette, e provare tutto quanto sul trapezio più basso.
Ma lei mi mette sotto immediatamente assegnandomi una routine appesa in croché che non so come ma mi sminchia del tutto il retro delle ginocchia.
Non solo non mi mette al trapezio basso, ma a quello più alto che odio cordialmente, mi fa anche provare a rimanere appesa alla sbarra con una sola gamba piegata in crochè e l'altra distesa, mentre lei da sotto mi tiene le spalle per farmi assistenza.
Con la destra ancora ancora, supero il male sgradevole e tendo tutti i muscoli per rimanere appesa ma sento che se non ci fosse lei a sostenermi e alleggerire un poco del mio peso piomberei di testa sul materasso.
Con la sinistra c'è una flebilissima speranza ma il brutto è che per stanchezza (ho appena iniziato!) sento che la presa del retro del ginocchio non tiene più neanche il semplice croché e sono costretta a scendere.
All'altro trapezio, finalmente quello basso, salgo e riprovo a mettermi a sedere sulla barra tirandomi su dalla squadra, con le gambe perfettamente tese e gli occhi a guardare le ginocchia.
Quando sono stanca mi fermo e mi esercito nei balance, seduta sulla barra senza tenermi.
Gaby dice che i miei ballant, ovvero gli slanci di gambe tese avanti e indietro come rincorsa per farle salire sulla barra e passare in crochè, stanno migliorando.
Il retro dei polpacci urla, gli avambracci sono già duri e compressi, sono già salita 3 volte e manca ancora un'ora di allenamento.

Gaby mi mostra gli archi, 3: due uguali, uno a destra e uno a sinistra, e l'altro a testa ingiù.
Seduta sulla barra, con la mano destra afferro la corda abbastanza in alto, porto il sedere in basso in modo che le gambe tese e unite scivolino a toccare l'altra corda all'altezza delle tibie e poi mi giro verso l'esterno. Ovviamente fa malissimo anche questo.
Nell'altro sono in crochè, appesa a testa in giù, devo afferrare la barra con entrambe le mani, passare dentro le corde i piedi che pinzano e mi trattengono per poi incurvarmi spingendo la pancia in fuori.
Purtroppo sono sempre più stanca, i tessuti che uso per salire mi si attorcigliano dispettosi alla caviglia e la testa comincia a formulare pensieri di cadute mano a mano che la presa delle dita si allenta e i calli cominciano a rompersi lasciando pelle dura sulle corde.
In tutto ciò, nonostante mi abbiano prestato un paio di ghette soffro come una bestia per i lividi enormi e scuri che ho sull'arco di entrambi i piedi, peggiorati dopo gli esercizi di oggi, e per quelli che sono già comparsi e visibili dietro i polpacci e all'esterno delle ginocchia.
Il gemello del polpaccio destro ha ricominciato a dolermi come a gennaio e posso solo sperare che lo shiatsu abbia smosso qualcosa che presto o tardi tornerà a posto.

Settimana interessante quella a venire, fra allenamenti, trasferte e.
Il numero dei giocatori aumenta e diminuisce ad ogni occasione: a volte sono troppi e altre invece non c'è nessuno.
Ho ripreso la sana abitudine di giocolare e cantare a squarciagola di notte in casa mia, con la musica appalla.
Nel buio più pesto che posso controllo nelle finestre il riflesso delle mie bolas luminose e scruto la mia sagoma sottile e sfuocata muoversi con loro.
Primavera arriva e stavolta sono pronta.
Feeling pretty psyched.

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