Tuesday, April 01, 2014

[...scappa senza far rumore dal lavoro, dal tuo letto, dai gradini di un altare...]

Giocolo giocolo giocolo, come non ci fosse un domani.
Il corpo si scioglie nella lentezza voluta che applico a ogni movimento che osservo scomporsi senza paura di dove andrà a finire la sua traiettoria.
Sono finiti i tempi in cui mi tiravo bolas in faccia o nella nuca, adesso lascio al loro peso condurre e semplicemente al mio corpo seguire.
Ore ed ore, senza perdere la voglia ché l'alternativa è tornare in Questo Mondo.
Mi si perdoni ma preferisco restare qui dove i pensieri sono azioni e le pippe mentali si traducono immediate in una bolas sotto il mento.

Gaby mi guarda scontenta da sotto in su: ho scordato l'esercizio dell'altra volta e ne sto improvvisando un altro ma evidentemente non mi sta riuscendo così bene.
Sale al mio posto e ripete i miei gesti della scorsa volta: le sue mani aperte scivolano sulle corde sensuali, come le accarezzassero, e così facendo cela il movimento di sicurezza che tiene le mani pronte alla presa.
Si alza in piedi sulla barra tenendo una sola gamba piegata e portando anche l'altro piede sulla barra solo quando il primo piede ha finito il sollevamento.
Appesa alle corde le srotola dalle caviglie e immediatamente ne riavvolge una, ma in senso inverso, su una cosa lasciandocisi arrotolare attorno a spirale, scendendo.
Piccole cose che rendono tutto bellissimo ed elegante e mi fanno venire voglia di riprovare quelli che credevo due miseri esercizi scelti al volo per mostrare qualcosa.
Quando Gaby sale il trapezio sembra fatto di pietra, non oscilla nemmeno.

In gruppetto con Lara e Ale sto proprio bene: siamo più o meno allo stesso livello ma loro sanno cose in più che mano a mano mi consigliano e nel frattempo mi riempiono anche di complimenti che mi inorgogliscono come una bambina.
Ma oggi è davvero tosta: Gaby è spiccia e meno sorridente del solito e anche gli esercizi che propone le assomigliano, sono tutti faticosissimi.
Che poi: vedere lei che li mostra è meraviglia pura, destrezza, cura del gesto, forza e grazia.
Ma tanta, tanta forza, come testimoniano le sue spalle e i suoi bicipiti.
Io sono pigra, lo ammetto: sento che non sto tirando allo spasimo ma sento anche che non sono in piena forma e tento di stare al passo, considerando che come ultima arrivata mi becco comunque gli esercizi che fanno tutti, solo con 4 mesi di ritardo sulla preparazione fisica.
Provo i tempi sui ballant a testa ingiù in crochè e va meglio dell'altra volta, Lara mi consiglia di lasciarmi andare e sentire che sto compiendo un cerchio, in modo da renderlo fluido ma soprattutto a tempo per prendere spinta e risalire a toccarsi i piedi dall'altra parte della barra con meno fatica.
Però se mi concentro sul lasciarmi andare sento che la presa delle ginocchia si allenta e sembra davvero di staccarsi, oltre tutto in movimento.
Trapezio alto: ballant come piovesse con i tempi ovvero ogni volta con gambe che risalgono e vanno in squadra per scendere di nuovo, slanciare e così via.
Muoio dopo poco anche perché arriva Gaby a correggermi e fatto come mi dice lei è faticoso il triplo, bisogna stare in tenuta totale di tutti i muscoli, ovunque, epperfortuna che ho messo la pece liquida sennò le mani avrebbero già mollato da mò.
Trapezio altissimo: prese con una sola mano, questa mi piace!
Bisogna staccare una mano, stendere lentamente il braccio aprendolo perpendicolare, raccogliere le gambe a pallina sul petto e chiudervi sopra il braccio, riportarlo in alto lentamente e riappendersi, cambiando mano.
Tutto questo per almeno tre volte di seguito.
Oggi sono stata pensierosa, nonostante tutto il trapezio non mi ha portato via.

Arriva, arriva la bella stagione, fioriscono cose e prati.
Io invece mi sono assopita, sto rotolando per inerzia poiché non sono poi tanto ansiosa di vedere come va avanti nonostante il bel sole ormai quotidiano.
Ma tra poco ricomincio a trampolare e da bellezza nasce bellezza, è così che funziona, i trapezi si montano all'aperto, le giornate si allungano e la gente rimane a fare chiacchiere sempre più spampanate fino all'alba.

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