Saturday, April 12, 2014

"Ho imparato che il coraggio non e' l'assenza di paura, ma il trionfo su di essa. L'impavido non e' colui che non prova paura, ma colui che diviene il padrone della propria paura."
[N. Mandela]

Ho rimesso l'anima in spalla.
Tutto sommato pensavo fosse peggio e dunque forse mi tocca constatare che prima d'ora non avevo mai lasciato alle mie croste il tempo necessario di staccarsi da sole e piuttosto avevo preferito grattarle, anche quando non prudevano poi tanto.
Ho lividi dietro le ginocchia, di fianco, sul lato interno di entrambi i piedi ma dentro sono senza segni.

A fine allenamento Gaby ci fa improvvisare: ci fa salire in 3, uno per trapezio, e mette una musica sulla quale a turno, o anche tutti e 3 insieme, dobbiamo creare una sequenza.
Lunedì ero nera, non volevo farlo, sostenevo che per me era un po' come chiedere a un bambino delle materne che non padroneggia l'abc di scrivere un racconto: infattibile.
Così in questi giorni ci ho riflettuto, mi sono interrogata a fondo cercando di capirne il perché e, già che c'ero, mi sono guardata un video di una trapezista che fa praticamente solo balance ovvero trova equilibri assurdi senza usare la presa sulle corde.
Metà della sua poesia stava nella grazia dei piedi in punta, delle mani alate, della sinuosità con la quale si avvolgeva sulla barra: sono rimasta estasiata.
Così quando sono salita sul trapezio per l'imprò, di fronte a Max e di fianco a Lara, mi sono lasciata andare cominciando con l'ascoltare la musica, un bellissimo tango lento, e vuotando la testa dalle figure che avrei potuto fare.
Mi sono alzata il più delicatamente possibile sulla barra, senza toccare troppo le corde, come ci chiede Gaby, e mi ci sono appesa lasciando le gambe penzoloni con i piedi in punta.
Poi mi è partito l'embolo: ho cominciato a fare spaccate in aria, ad arrotolare e srotolare aggraziata le corde del trapezio intorno alle gambe e infine, quando Gaby ha decretato il cambio battendo le mani, mi sono fermata in una posizione elegante, pronta per ripartire con la caduta che stavo preparando.
Cambio!
Finisco la caduta e rispetto al solito controllo tutti i muscoli in modo da scendere più lentamente che posso. Risalita, squadra e poi subito di seguito candela, arco e scivolata con i piedi in flex fino alla barra.
A testa ingiù è tutto bellissimo ma non vedo gli altri per cui quando Gaby batte ancora le mani cerco di scorgere chi si sta muovendo e non vedendo nessuno ricomincio io: appesa per i piedi, che peraltro mi pulsano per gli esercizi di cadute fatti prima, apro le braccia, mi agito, arrotolo le corde che poi si srotolano facendomi girare e girare e girare.
Risalire è tosta ma gliela faccio con un ballant e quando riporto le chiappe sulla barra mi accorgo che le tessutiste sono ferme a guardarci mentre Max mi osserva sorridente dal trapezio di fronte.
Vuoi vedere che un pezzo del puzzle della mia Femmina si nascondeva anche qui?

La Stagione è arrivata, sia quella dei trampoli che quella di caccia.

Comments: Post a Comment

<< Home

This page is powered by Blogger. Isn't yours?